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Come Enrica è diventata Junior Designer di Fendi a soli 22 anni

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Enrica Greco ha solo 22 anni ma lavora già come Junior Designer presso Fendi. Ha sfruttato ogni opportunità lavorativa che le si è presentata, infatti il suo curriculum vanta di tante brevi esperienze da presso numerosi brand quali Elie Saab,Louboutin, Rick Owens, Neith Nyer, Iris Van Herpen e Dior ed ha cambiato spesso città Parigi, Amsterdam e ora Roma “per non sentirsi comoda” dice nell’intervista. Ha inoltre frequentato tanti corsi estivi di moda che l’hanno avvantaggiata nel settore per poi completare i suoi studi con una laurea in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni. Il tempo nel settore della moda è fondamentale e prima si inizia, meglio è. Scopri come Enrica è stata sveglia e intelligente a sfruttare ogni occasione già da giovanissima per arrivare ad ottenere il ruolo di Junior Designer da Fendi a soli 22 anni.

1.Ciao Enrica. Potresti presentarti alla community di Glam Observer?

Ciao! Mi chiamo Enrica Greco, sono Nata a Napoli il 28 gennaio 1997. Non sono molto brava con le presentazioni…

2. La tua formazione è molto ricca. Hai frequentato per due estati il corso intensivo in Fashion Design alla Parsons School of Design di New York, due altri estivi in Fabric Awareness e Embroidery alla UAL di Londra, nuovamente un BFA in Fashion Design alla Parsons per poi conseguire la tua laurea in Fashion Design all’Istituto Marangoni. Seppure brevi, hai trovato i corsi estivi formativi? Cosa hai apprezzato maggiormente da essi e come sono stati considerati sul tuo curriculum in fase di candidatura?

Il mio percorso Accademico è iniziato molto presto e mi ritengo molto fortunata.Da quando ho iniziato a scrivere ho subito sentito anche la necessità di disegnare, ricordo e conservo gelosamente i miei primi Sketchbook dove disegnavo scarpe, borse e vestiti dalle forme più assurde. Ricordo quanto tutta la mia famiglia fosse fiera della piccola me così beffarda ed entusiasta, e fu verso i 6 o 7 anni che ricevetti la mia prima macchina per cucire ( una necchi ) ed il mio primo set di pastelli Faber Castel. A quel periodo risalgono le mie prime “creazioni”, principalmente maglioni, vestiti da principessa e vestiti per le Barbie.

Avendo iniziato i primi anni del Liceo questo percorso “parallelo” ma del tutto propedeutico, ho avuto modo di conoscere persone che hanno arricchito il mio bagaglio culturale e vivere esperienze uniche che mi hanno aiutato a confermare quella che tutt’ora è la mia passione. Sicuramente i vari corsi estivi mi hanno portata avanti rispetto molti miei coetanei, avevo già le prime nozioni e adottato un metodo, ero conosciuta dai professori ed avevo qualche credito che mi avrebbe poi aiutata con l’ammissione.

Ogni singola persona incontrata durante il mio percorso mi ha in qualche modo aiutata, sia personalmente che professionalmente, ad arrivare dove sono ora. Consiglio a chiunque voglia intraprendere questa carriera di iniziare il prima possibile, anche solo per capire come funziona e se è veramente il percorso che si vuole intraprendere. Beh, in fase di candidatura apprezzo sempre l’espressione della persona che ho di fronte mentre visiona il mio CV e scopre che ho solo 22 anni ahahah.

3. Qual è la documentazione necessaria per frequentare un corso estivo a New York?

Buoni voti, ottimo inglese, Student Visa e tanta burocrazia.

4. Alle tue spalle hai anche tante esperienze interessanti a Parigi nella fashion week, come Collection Coordinator Assistant da Elie Saab, Event Assistant da Louboutin per un anno, Showroom Assistant da Rick Owens e Dior Couture. Come è iniziata la tua carriera nella moda? La scelta di Parigi ha un motivo particolare? E cosa hai imparato da tutte queste varie esperienze precedenti alla tua laurea?

Durante il mio percorso Universitario non ho mai mancato una singola opportunità per inserirmi nel mondo lavorativo, ho provato un po’ di tutto ed ho conosciuto professionisti di ogni settore. Ci vuole tanta umiltà, il mio primo lavoro, chiaramente sempre da volontaria, è stato come vestiarista alla prima sfilata di Neith Nyer (che poi è stato anche il primo ad offrirmi uno Stage nell’Ufficio Stile appena laureata, quindi mai storcere il naso), una volta ho servito del ravanello ad un evento di Christian Louboutin alla maison di Martin Grant…

Piano piano sono arrivate anche proposte più interessanti da un punto di vista “didattico”, ma serve tutto. Parigi è stata una scelta un po’ “codarda”, non mi sono sentita pronta a trasferirmi definitivamente a New York, quindi richiesi l’iscrizione presso la sede di Parigi della Parsons, il caso ha poi voluto che mi innamorassi di Parigi e decidessi di rimanerci cambiando addirittura Università, sconvolgendo per la prima volta tutti i miei piani di studio. Grazie alle mie esperienze passate ho sicuramente imparato ad essere flessibile e paziente.

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5. Dopo la laurea sei passata al Fashion Design con esperienze presso Neith Nyer a Parigi, Air France, Iris Van Harpen ad Amsterdam e ora da Fendi a Roma. In che modo il tuo ruolo è cambiato da brand a brand e come hai affrontato il trasferimento nelle varie città ogni volta?

Mi sono laureata in Fashion Design ed ho sempre saputo di voler diventare Fashion Designer.

Per gli ultimi mesi di Università ho lavorato presso Neith Nyer dove avevo il compito di creare nuovi Design(presentando Illustrazioni e Schede Tecniche) ed una volta approvati sviluppare Cartamodelli e Prototipi per poi in Ottobre, dopo lo Showroom seguire la produzione della sua collezione Primavera Estate 2019.

Avendo voglia di sperimentare ho pensato che uscire dalla mia “comfort zone” potesse essere un’ottima esperienza, sia personale che lavorativa. Ho sempre trovato affascinante il connubio tra arte e tecnologia, eppure non l’ho mai capito, non l’ho mai sentito vicino alla mia visione di arte e moda, proprio per queste regioni mi sono candidata spontaneamente presso Iris Van Herpen. Penso che uscire dai miei schemi e cimentarmi in qualcosa di totalmente nuovo possa arricchirmi sotto molti punti di vista, per poi ritornare sui miei passi ed essere un’artista ed una designer più matura.

Avendo nei miei progetti per il futuro la creazione del mio Brand sto cercando di fare il maggior numero di esperienze; ho iniziato con Neith Nyer in quanto si tratta di un giovane stilista brasiliano che si é buttato indipendentemente e con un piccolo staff nel caotico mondo della moda, senza certezze, con entusiasmo ed il fiato sul collo. Ho imparato a lavorare in gruppo e ad affrontare le incomprensioni, a correre contro il tempo ed avere sempre un piano B…

Da Iris Van Herpen ho capito l’importanza della tecnologia in questo secolo, (che si sta insinuando sempre più nella nostra società) come dare un impatto più ecologico all’industria dell’abbigliamento grazie alla tecnologia e come mischiare la manifattura all’artigianato senza far scomparire ne l’innovazione ne tantomeno la tradizione.

Nonostante io sia una “millennial” non sono molto al passo con i tempi, almeno da un punto di vista tecnologico. Il passo seguente è stato quello di lavorare per un brand solido, storico. Vivere il “savoir faire” dell’industria e sudare davvero per farsi riconoscere.

Cambiare città ed ambiente salva la creatività, mi reputo un po’ una nomade, non mi piace restare troppo tempo ferma in un posto, potrei iniziare a sentirmi “comoda”.

6. Oggi sei Junior Design da Fendi. Come hai ottenuto il tuo posto e di cosa ti occupi?

Tanta fatica ed un po’ di fortuna. E’ molto importante trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Al momento mi occupo di capispalla, per cui ho sempre mostrato grande interesse.

7. Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Decisamente le persone.

8. Qual è stata la cosa più difficile che hai dovuto affrontare durante il tuo ingresso nel settore della moda?

Mah, molti direbbero la competizione, la vita sregolata, gli orari folli, le nottate… Ma sinceramente non ho trovato nessuna difficoltà, ho qualche volta accusato la stanchezza ma so di essere dove dovrei essere.

9. Come si svolge una tua tipica giornata lavorativa?

Mi sveglio presto, sorseggio il caffè guardando i tetti romani, prendo il pullman per arrivare in ufficio ed inizia un vortice di entusiasmo, emozioni, stress e creatività.

10. Quali sono i tuoi consigli per coloro che vogliono entrare nel settore della moda e lavorare comeFashion Designer in un’azienda prestigiosa come Fendi?

Abbiate pazienza e tanta voglia di imparare, siate socievoli, parlate tanto e con tutti. Non è mai troppo presto ne troppo tardi.

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