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Rebecca Baglini – Vanity Fair e Celebrity Stylist

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Rebecca Baglini, scherza nell’intervista, ma probabilmente davvero non dorme la notte per riuscire a coniugare tutti i progetti ai quali lavora. Fashion stylist di Vanity Fair, stylist di celebrità italiane come Emma Marrone, Marco Mengoni, Francesca Michielin, Alessandro Cattelan e Creative director del brand @weili_zheng la routine di Rebecca è sicuramente fitta ogni giorno della settimana.

In questa intervista ci racconta l’inizio della sua carriera, come si trovano i primi clienti fino ad arrivata a curare il look di celebrità, come organizza le sue giornate ed i suoi progetti multipli ed i suoi consigli per diventare stylist.

Enjoy it!

  • Ciao Rebecca e benvenuta su Glam Observer. Puoi presentarti?

Ciao Giada , ho 34 anni vivo a milano da 10 ormai , con l’unico amore della mia vita il mio cane Ornella. 

  • Hai fatto studi umanitari e con la laurea magistrale in filosofia, poi hai deciso di frequentare lo IED per studiare Fashion Styling ed in seguito Fashion and Fabric Consultant al Wimbledon College of Art. Dato che tutti nella moda dicono che non è necessario studiare moda ma che conta di più l’esperienza, come mai hai deciso di frequentare due corsi sulla moda e non iniziare direttamente con esperienza/stage nel settore?

In realtà mentre studiavo a Firenze ho iniziato a fare da assistente a una stylist Fiorentina, non avevo ben chiaro cosa fosse esattamente questo lavoro, ma sono cresciuta con dei genitori che ad ogni domanda avevano sempre la stessa risposta: “Se non ti va bene studia, solo così potrai cambiare le cose” . E così ho fatto. Ho studiato tanto, anche se non è mai abbastanza , non esiste la stylist più brava esiste quella più calma , quella che sorride e risolve , è un lavoro precario ed è cambiato molto negli anni, una volta le grandi stylist stavano dietro le quinte e ciò che davvero contava e parlava per loro era il risultato del loro operato. Oggi è tutto diverso, ogni post o storia postata è soggetta a giudizio immediato nel bene e nel male, non esiste un sindacato o un’assemblea delle stylist o qualcuno che possa realmente insegnare questo lavoro, questo lavoro è fatto di scatoloni , emergenze, pianti e sorrisi ma sicuramente è una montagna russa di emozioni meravigliose . 

  • Come hai capito che lo styling sarebbe stato il tuo percorso di carriera?

Mia nonna era cantante lirica , sono sempre stata appassionata e incuriosita da come un costume potesse rendere credibile il tuo ruolo. Lei sapeva cucire molto bene, io prendevo le stoffe e con due spille da balia ero pronta per la serata. Mi diceva sempre che ero priva di pazienza e avevo fretta. Sono nata con la fretta di fare e di essere e di cambiare , poi ho capito che esisteva un lavoro dove toccando il tessuto, osservandone il colore e avvicinandolo alla persona giusta poteva nascerne una storia. Questo lavoro è fantasia, intuito ma anche consapevolezza di confrontarsi e la possibilità di ascoltare chi collabora con te.

Rebecca Baglini Editorial Work
  • Pensi sia necessario studiare moda per avviare una carriera come Stylist?

Lo studio è tutto per non rischiare di credere di aver inventato qualcosa che in realtà c’era già e non lo sapevi. Studiare è fondamentale per imparare a mettersi in fila, non si saltano le file .

  • Qual è stato il tuo primo lavoro nella moda e come lo hai ottenuto?

Assistente stylist e assistente di redazione, scrivevo di economia di moda per una rivista a milano. Poi vidi nell’ufficio accanto una tipa super giusta che viaggiava sempre e mi sono imposta, me lo ricordo ancora 2012, 200€ al mese, non sapevo nemmeno se riuscivo a pagare la stanza. Il mio primo servizio a New York dormii in ufficio all’insaputa di tutti. Ci credevo ero entusiasta.

  • Come si diventa Fashion Stylist, si trovano trovato i primi clienti e si arriva a curare il look di celebrità?

Per questa risposta dovremmo avere almeno 2 ore …. ci vuole tempo , ci vuole inventiva ma anche buttarsi senza paracadute, devi avere la fortuna di trovare chi creda in te .



Rebecca Baglini Editorial

  • Da aprile 2012 sei direttore creativo di Weili Zheng. Come hai iniziato a lavorare per questo brand, di cosa ti occupi e come lo coniughi con la tua carriera da celebrity e fashion stylist?

Non dormo . Scherzo amo follemente tutto,una cosa compensa l’altra, non sono mai satura .

  • Hai due profili instagram @rebeccabaglinirebeccabaglini.stylist, perché hai deciso di aprire due profili diversi e in cosa si differenziano? Cosa consiglieresti di pubblicare su Instagram a chi vuole avviare una carriera come stylist ma non ha ancora esperienza?

Per la prima domanda; credo che sia doveroso difendere le differenze tra ciò che sei e ciò che fai ; il mio lavoro e’ l’85% di ciò che sono, ma poi esisto io, il mio essere Toscana il mio sorridere anche nelle tragedie il mio rialzarmi sempre e comunque, il mio credere che più vedo nero e più arriva il sole. Chi vuole iniziare questa carriera deve studiare la storia a prescindere, deve avere pelo sullo stomaco e sapere che non arriverà mai qualcuno a dirti che sei brava , che c’è molto fumo, c’è molto di tutto e solo la cultura potrà diversificarti .

  • Come organizzi le tue giornate fra il lavoro come Stylist da Vanity Fair, celebrity stylist e creative director di un brand?

Non diversifico , ci si riesce , si passa dall’organizzazione di un tour a uno shooting , al lancio di una collezione a comprare il cibo per il cane. Questa domanda andrebbe fatta alle madri di famiglia che cucinando, crescono bambini andando a lavoro, il mio lavoro se ti piace e se lo sai fare, è una meraviglia, non senti nemmeno la fatica .

  • Quali sono i progetti ai quali hai lavorato o stai lavorando e dei quali sei particolarmente orgogliosa?

Senz’altro creare l’immagine dei personaggi per cui collaboro , quando salgono sul palco io mi commuovo sempre , oramai mi prendono in giro tutti , se c’è l’amore nel lavoro che fai, questo sentimento esce sempre .

  • Qual è il tuo consiglio per chi vuole intraprendere una carriera come stylist?

Cercare di vedere sempre oltre , cercare di capire la psicologia di chi si trova di fronte a noi, metteteci sempre un po’ di umanità , non permettiate mai a nessuno di dirvi che non siete abbastanza, ma studiate perché non siamo mai arrivati siamo sempre in divenire .

Images from Rebecca Baglini Work

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