{"id":20966,"date":"2020-06-05T19:07:57","date_gmt":"2020-06-05T17:07:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.glamobserver.com\/?p=20966"},"modified":"2020-06-05T19:08:07","modified_gmt":"2020-06-05T17:08:07","slug":"cosa-il-2020-ci-ha-insegnato-sul-settore-della-moda-fino-ad-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/glamobserver.com\/it\/cosa-il-2020-ci-ha-insegnato-sul-settore-della-moda-fino-ad-ora\/","title":{"rendered":"Cosa il 2020 ci ha insegnato sul settore della moda fino ad ora"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo dire che certamente il 2020 \u00e8 iniziato come, e continua ad essere, un anno particolare. Con le sue due cifre ripetute e l\u2019inizio di una nuova decade, era un anno che prospettava fiducia, nuovi inizi, nuovi progetti. Tutto avremmo immaginato, tranne quello che \u00e8 accaduto. C\u2019\u00e8 infatti chi vorrebbe fosse gi\u00e0 passato e porterebbe le lancette dell\u2019orologlio al 31 dicembre per vedere nascere un nuovo anno con la speranza che sia migliore.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, la verit\u00e0 \u00e8 che non si pu\u00f2 andare avanti, facendo finta che quello che \u00e8 successo in questi mesi non sia mai accaduto e sperare di tornare a quello che era fino al primo mese di questo anno.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una pandemia globale, nuovi modi di lavorative, negozi chiusi, posti di lavoro persi,\u00a0 distanziamento sociale, nuovi episodi tragici e devastanti di razzismo, proteste\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il 2020 fosse stato un anno come un altro, seppure marcando l\u2019inizio di una nuova decade, probabilmente i cambiamenti nel sistema necessari, sarebbero passati alla leggera come\u00a0 \u00e8 successo fino ad ora.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente tutti avremmo voluto e preferito che ci fosse stata una pandemia senza perdite umane e che gli scontri delle proteste razziste non fossero avvenute a seguito di altre vite innocenti spezzate.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perci\u00f2 il minimo, \u00e8 fare in modo che queste vite perse non lascino solo un immenso vuoto, ma dei cambiamenti concreti.&nbsp;&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2020 ha messo in risalto problemi di cui gi\u00e0 si era a conoscenza, ma che fino ad ora, non erano stati affrontati con seriet\u00e0. <strong>Che la moda debba essere pi\u00f9 sostenibile ed inclusiva non \u00e8 certo una novit\u00e0 e neanche la prima volta che se ne parla.<\/strong> <strong>Eppure si \u00e8 dovuti arrivare ad una pandemia globale e a perdite di vite umane per arrivare a considerare questi problemi radicati da anni, seriamente.\u00a0\u00a0<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti i sistemi ed i vecchi schemi devono cambiare. A partire dall\u2019industria della moda, fino alle azioni del consumatore finale.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basta a multiple collezioni l\u2019anno e capi che si indossano solo una volta, basta a sprechi, basta guardare solo ai profitti o ad avere un guardaroba smisurato senza pensare alle conseguenze che tutto questo comporta sull\u2019ambiente.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Fashion Revolution, il business della moda globale nel 2015 produceva 150 miliardi di capi di abbigliamento ogni anno (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.fashionrevolution.org\/about\/why-do-we-need-a-fashion-revolution\/\" target=\"_blank\">Fashion Revolution, il business della moda globale nel 2015 produceva 150 miliardi di capi di abbigliamento ogni anno<\/a>, molto pi\u00f9 delle esigenze di una popolazione globale di 7,9 miliardi. Nel 2017, il consumo di abbigliamento a livello globale era previsto in ulteriore aumento, del 63% entro il 2030, secondo Global Fashion Agenda e Boston Consulting Group.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;industria della moda \u00e8 responsabile del 10% delle emissioni annue globali di carbonio, pi\u00f9 di tutti i voli internazionali e la navigazione marittima combinati, secondo <a href=\"https:\/\/www.unenvironment.org\/news-and-stories\/story\/putting-brakes-fast-fashion\">United Nations Environment Programme.<\/a><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attuale modello di <em>fast fashion<\/em> &#8211; un rapido ricambio delle collezioni per stimolare l&#8217;interesse dei consumatori &#8211; sta aggravando il costo ambientale, poich\u00e9 la persona media <a href=\"https:\/\/www.mckinsey.com\/business-functions\/sustainability\/our-insights\/style-thats-sustainable-a-new-fast-fashion-formula\">acquista ora il 60% in pi\u00f9 di abbigliamento rispetto al 2000<\/a>. Ma il fast fashion, oltre ad aver aumentato notevolmente i volumi della moda, ha fatto salire a galla un altro problema fondamentale di questo settore: la maggior parte di chi lavora in fabbrica viene pagato molto al di sotto del salario plausibile.\u00a0 A tal proposito, suggerisco di leggere <em><a href=\"https:\/\/rstyle.me\/+H10sScszQ-VayOf25_4Clg\">Fashionopolis: the price of fast fashion and the future of clothes<\/a><\/em> o di ascoltare <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"l'episodio del podcast che ho fatto con l'autrice Dana Thomas (opens in a new tab)\" href=\"http:\/\/www.glamobserver.com\/it\/come-rendere-la-moda-sostenibile\/\" target=\"_blank\">l&#8217;episodio del podcast che ho fatto con l&#8217;autrice Dana Thomas<\/a> per informarti ed educarti sull&#8217;impatto dell&#8217;industria della moda sul pianeta e sulle condizioni lavorative degli operai nelle fabbriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna cambiare la prospettiva e la mentalit\u00e0.\u00a0 Il modo in cui si sviluppa la moda ed i suoi prodotti, devono connettersi con le esigenze della societ\u00e0 e dell&#8217;ambiente e lavorare con loro, non contro di loro. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Il ciclo della moda per il solo bene della moda deve finire.\u00a0<br><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.dezeen.com\/2020\/03\/09\/li-edelkoort-coronavirus-reset\/\">In un&#8217;intervista con Dezeen<\/a>, Li Edelkoort, una delle pi\u00f9 noti e influenti trend forecaster nella moda, ha dichiarato: \u201cSfortunatamente in questo disastro, non esiste una cura immediata. Dovremo raccogliere il residuo e reinventare tutto da zero una volta che il virus \u00e8 sotto controllo. Ed \u00e8 qui che spero in un sistema migliore, da attuare con maggiore rispetto del lavoro e delle condizioni umane. <strong>Alla fine, saremo costretti a fare ci\u00f2 che avremmo dovuto fare gi\u00e0 in primo luogo<\/strong>\u2026.Sembra che stiamo entrando in una \u201cquarantena di consumo\u201d in cui impareremo ad essere felici solo con un abito semplice, riscoprire i vecchi favoriti che gi\u00e0 possediamo&#8230; Il virus stava anche mostrando come l&#8217;interruzione economica potrebbe avere benefici ambientali &#8230; Le recenti immagini dell&#8217;aria sopra la Cina hanno mostrato come due mesi senza produzione hanno ripulito il cielo e permesso alle persone di respirare di nuovo &#8230; Ci\u00f2 significa che il virus mostrer\u00e0 come il rallentamento e lo spegnimento possano produrre un ambiente migliore&#8230;&#8221;.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che prima era la normalit\u00e0, adesso \u00e8 stato messo in discussione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.glamobserver.com\/it\/il-futuro-delle-sfilate-di-moda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Le sfilate come le abbiamo sempre viste sembrano non avere pi\u00f9 senso ormai (opens in a new tab)\">Le sfilate come le abbiamo sempre viste sembrano non avere pi\u00f9 senso ormai<\/a>. Non a caso infatti, Alessandro Michele di Gucci ha annunciato di abbandonare la solita programmazione annuale e di passare a soli due appuntamenti che uniscono tutti, uomini e donne. \u201cIo e Marco Bizzarri, il nostro amministratore delegato, probabilmente non intendiamo pi\u00f9 seguire un ritmo che era diventato troppo frenetico e impediva, alla fine, ai consumatori finali di apprezzare la qualit\u00e0 di un abito, di poterlo toccare, di riuscire ad apprezzarlo nei suoi aspetti artigianali, che dobbiamo preservare.\u201d<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In merito all\u2019ordinario sistema di presentazione delle collezioni, il sistema moda sembra aver gi\u00e0 messo in atto un cambiamento, dettato soprattutto dalle chiusure dovute al virus. Parigi, Londra e Milano sfileranno digitalmente. Il British Fashion Council ha annunciato che per i prossimi dodici mesi la London Fashion Week sar\u00e0 presentata in <a href=\"http:\/\/www.londonfashionweek.co.uk\/\">una nuova piattaforma digitale<\/a> attiva per tutti dal 12 giugno 2020 che riunir\u00e0 le nuove collezioni donna e uomo in un unico format gender neutral. Anche rispettivamente F\u00e9d\u00e9ration de la Haute Couture et de la Mode e Camera Moda, hanno annuciato le sfilate maschili nel format digitale e per la prima volta, Parigi sar\u00e0 prima di Milano.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E se gi\u00e0 il COVID sta dando una spinta alla necessit\u00e0 di un cambiamento repentino per quanto riguarda la velocit\u00e0 e produzione del sistema moda, ecco che prima ancora di uscire dal lockdown, arriva un altro evento globale pesante. L\u2019uccisione di George Floyd, che ha preceduto anni di razzismo e ingiustizie, ha fatto innalzare proteste con l\u2019obiettivo e la speranza di risolvere una volta per tutte questo problema della societ\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E l\u2019industria della moda non ne \u00e8 rimasta fuori. Accusata gi\u00e0 negli anni di diversi episodi di razzismo, il settore della moda sembra continuare a fare errori nonostante negli ultimi mesi alcune aziende abbiano iniziato ad introdurre figure apposite che si occupano di inclusivit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I brand di moda si sono uniti alle proteste del #blackouttuesday, postando l\u2019ormai riconosciuto quadrato nero su Instagram.\u00a0 Questa solidariet\u00e0 \u00e8 stata vista, specialmente dalle persone di colore direttamente colpite, come semplicemente un movimento al quale prendere parte per la propria immagine, un altro episodio astratto ma che a quali risultati porta? <strong>Molti infatti accusano le aziende di appoggiare campagne anti-razziste pensando che basti un post su Instagram, quando in realt\u00e0 alla maggior parte delle organizzazioni aziendali manca la diversit\u00e0.<\/strong> Che non \u00e8 l\u2019unico problema. Oltre che avere pochi o alcuni brand, nessuna presenza di personale di colore, black people, devono anche vedersela con altre situazioni di razzismo: <strong>stylist di colore a cui vengono consentiti in prestito capi limitati per i loro clienti, riviste <a href=\"https:\/\/twitter.com\/brxdford\/status\/1267983598843392000\">accusate di disparit\u00e0 di stipendi fra bianchi e neri<\/a> , campagne di influencer marketing con poca diversit\u00e0, ed in generale\u00a0 minori opporutnit\u00e0 di carriera e di business.\u00a0<\/strong> In un settore competitivo come quello della moda in cui \u00e8 difficile entrare e trovare lavoro, tutto diventa ancora pi\u00f9 difficile per le persone di colore.\u00a0 <strong>Virgil Abloh, LV eOff- White e Olivier Rousteing di Balmain sono ancora gli unici direttori creativi di colore delle pi\u00f9 prestigiose aziende di moda.\u00a0<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo un sondaggio di BoF del 2019, solo circa il 30% dei designer che presentavano alla London Fashion Week per la primavera \/ estate 2020 erano non bianchi, una cifra che si stima fosse leggermente superiore &#8211; 34% &#8211; alla settimana della moda di New York.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nel 2015, dei 260 spettacoli sul programma della fashion week di New York, solo tre con portata globale sono di designer afroamericani: Tracy Reese, Public School e Hood by Air.&nbsp; Se includiamo brand pi\u00f9 piccoli con un fatturato annuo inferiore a $ 1 milione, come Harbison, Pyer Moss e LaQuan Smith, salivano&nbsp; a poco pi\u00f9 del 2,7%.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La percentuale di designer afroamericani, membri del Council of Fashion Designers of America era quindi a 12 su 470. Nel 2014 gli studenti afroamericani delle scuole di moda come FIT, Parsons e Pratt erano rispettivamente l\u20198, il 4 e il 1,9% secondo il <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2015\/02\/12\/fashion\/fashions-racial-divide.html\">New York Times<\/a>.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione sembra semplice eppure allora perch\u00e8 risulta cos\u00ec complicata metterla in atto?<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Assumete persone di colore, stylist, designer, buyer, manager, modelle, CEO&#8230;valorizzate il loro lavoro come quello di chiunque altro, pagatele equamente, promuovetele fino a ruoli manageriali, date loro le stesse possibilit\u00e0, appoggiateli, incoraggiateli e motivateli, abbattete ogni disparit\u00e0.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/cfda.com\/news\/an-important-message-from-the-cfda-chairman-and-president-ceo\">Ieri il CFDA ha messo nero su bianco i cambiamenti previsti immediatamente<\/a>, sperando che tutto il sistema moda possa iniziare ad agire:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl nostro settore \u00e8 in sofferenza e non basta dire semplicemente che siamo solidali con coloro che sono discriminati. Dobbiamo fare qualcosa.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il CFDA delinea le seguenti iniziative che verranno immediatamente intraprese dall&#8217;organizzazione per creare cambiamenti sistemici nel nostro settore:<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il CFDA creer\u00e0 un programma di lavoro interno incaricato in particolare di collocare talenti neri in tutti i settori del settore della moda per aiutare a raggiungere un settore razzialmente equilibrato. Questo programma avr\u00e0 il compito di identificare i creativi neri e associare questi individui a societ\u00e0 che desiderano assumere.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il CFDA creer\u00e0 anche un programma di tutoraggio e un programma di tirocinio incentrato sul collocamento di studenti neri e neolaureati all&#8217;interno di aziende affermate nel settore della moda.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il CFDA implementer\u00e0 e metter\u00e0 a disposizione dei nostri membri un programma di formazione sulla diversit\u00e0 e l&#8217;inclusione.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Daremo contributi immediati e intraprenderemo attivit\u00e0 di raccolta fondi a sostegno di organizzazioni caritatevoli volte ad equalizzare il campo di gioco per la comunit\u00e0 nera come, ma non solo, il NAACP e la Campagna Zero &#8211; tra gli altri.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esortiamo tutti i membri del CFDA a fare il punto della loro struttura aziendale per garantire che abbiano una forza lavoro equilibrata dal punto di vista razziale e sfidiamo il settore al dettaglio del settore della moda a garantire che il loro elenco di marchi e il loro assortimento di prodotti siano rappresentativi del Talento nero nel settore.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questi due macro temi fondamentali, questa pandemia ha insegnato anche altro al settore della moda ed in particolare ai lavoratori dagli stagisti alle figure senior: che bisogna avere un piano B ed essere flessibili. In tanti hanno perso il posto di lavoro e senza un piano di riserva che potrebbe essere <a href=\"https:\/\/glamobserver.easywebinar.live\/freelance-fashion-writer\">un\u2019attivit\u00e0 da freelance ad esempio<\/a>, si sono ritrovati a dover affrontare problemi economici di non poco conto.\u00a0<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelli che hanno continuato a lavorare e fare business sono coloro che sono riusciti ad essere <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"flessibili e adattati al cambiamento (opens in a new tab)\" href=\"http:\/\/www.glamobserver.com\/it\/come-adattarsi-alla-pandemia-se-si-vuole-ancora-lavorare\/\" target=\"_blank\">flessibili e adattati al cambiamento<\/a>: Zara ha inviato i prodotti alle modelle da scattare da sole in casa per riuscire a continuare a postare le nuove collezioni, stylist hanno effettuato le loro consulenze tramite Zoom, fotografi si sono fatti inviare i prodotti a casa per scattare still life, buyer hanno acquistato tramite showroom digitali, agenzie pr hanno organizzato presentazioni online, e tutti i manager, creativi si sono ritrovati a discutere delle prossime collezioni, strategie ed iniziative su Zoom.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo periodo ci ha anche insegnato un nuovo modo di lavorare, alcuni non lo hanno apprezzato, altri ci hanno messo un p\u00f2 ad abituarsi ma ora lo preferiscono, e per alcuni \u00e8 stato pi\u00f9 produttivo. Lavorare da casa significa risparmiare infatti tempi morti come quelli del viaggio da lavoro verso casa e ci si \u00e8 resi conto come tanti meeting possono essere video call senza perdere tempo a spostarsi dall\u2019altro lato della citt\u00e0.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine della storia, quello che spero il 2020 abbia insegnato a tutti fino ad ora \u00e8 che non si pu\u00f2 aspettare, il cambiamento deve avvenire subito. Seppure i temi emersi come conseguenza di questi eventi globali (sostenibilit\u00e0 e razzismo) non siano nuovi, quello che il 2020 dovrebbe insegnare \u00e8 che bisogna agire e adesso. Basta a post su Instagram o comunicati stampa che non portano a nulla, andiamo nel concreto. E per tutte le falle nel sistema che usciranno nel futuro, non aspettiamo che arrivi una pandemia o che ci siano delle vittime e violenza affinch\u00e8 si passi all\u2019azione.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Possiamo dire che certamente il 2020 \u00e8 iniziato come, e continua ad essere, un anno particolare. 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